Arte

Mostra: Scultura e Sport
“ FORME DELLA CREATIVITA’ ”
Villa Orsini Scorzè

L’Associazione sportiva “Libertas”, nell’ambito della Festa dello Sport 2011, in collaborazione con il Comune di Scorzè, Assessorato alla Cultura, ha promosso la mostra di scultura, “Forme e Creatività”, nei locali e nel giardino di Villa Orsini a Scorzè; l’organizzazione e la direzione artistica è stata affidata a Luigi Pizzo.
La scelta di dare spazio alla Creatività e all’Arte scultorea, ha dato un valore aggiunto alla manifestazione  che a Scorzè accompagna da diversi anni lo sport e le associazioni che operano nel territorio.
Gli artisti hanno esposto le loro opere nelle sale e nell’area esterna del giardino della villa, manifestando il valore creativo della scultura attraverso le emozioni, la ricerca, i valori religiosi, cercando di dare un senso vivo alla realtà, al passato, ai miti e trasognando a volte per creare una forza di attrazione insita nelle opere stesse.
La creatività diventa una forza per dare vita alla materia, per ricercare quel respiro che ci viene voglia di ascoltare mentre ci si interroga sulle forme, sulla gestualità espressa dai soggetti, sull’eleganza e nei particolari singolari che sono l’espressione di ogni artista.
In questa mostra collettiva, in cui lo stile e le scelte personali si sono ben evidenziate, abbiamo ritrovato alcuni valori condivisi: il colore e la vitalità della materia come il legno, il bronzo e la terracotta, i soggetti che riprendono temi classici, il senso religioso delle tradizioni, il contatto con la natura e soprattutto l’essenza dell’uomo: nella bellezza, nella maternità, nella coppia, nelle posture che danno lettura ai sentimenti stessi.


Teresa Bonaventura: "Maternità" - "I volti e le relazioni"

BONAVENTURA TERESA -  Nell’eleganza del suo stile, esprime alcuni valori legati all’essenza del rapporto sociale, del legame uomo-donna, non solo nel senso di coppia, ma anche in quelli che contraddistinguono la forza e il sentimento.
I diverse atteggiamenti dei busti riflettono un’espressione che riporta ad un ideale archetipo, mediante stilizzazioni e aggraziate, ma in cui le sfumature dei colori delle labbra, sciolgono le emozioni ed emanano pulsioni e misteriosi messaggi.
Oppure la dolcezza del quadro dell’uccellino, dove l’espressione della maternità esce dai soliti parametri aprendo a senso di stupefazione, sfiorando e lasciandosi sfiorare…


Paolo Tessaro - Barbiero Giuseppe

BARBIERO GIUSEPPE – Ha esposto opere eseguite con materiale diverso: legno, marmo, pietra, lavorate e levigate con raffinatezza e cariche di quella forza dell’interpretazione di un evento; raccontano l’insieme tra il mito, le forme ed i motivi che annodano l’uomo all’esistenza, all’attualità, ai fatti e agli avvenimenti in unità volumetriche concluse, pulite, tondeggianti e plastiche.
Lo specifico scultoreo conserva la concretezza e le inquietudini, in cui la realtà assume un’essenza di autenticità, senza rinunciare ai canoni classici delle forme.


Giuseppe Granzo: Opere

GRANZO GIUSEPPE – Scultore e pittore, la cui creatività ha un valore simbolico-formale, di netta originalità di linee, di profili, ispirati ad un vissuto personale, di un possesso, di cui le mani sono forte espressione emotiva. Vi è una sintesi tra materia e forma, una ricerca ancestrale, legata alle origini umane, all’essenza femminile, ai simboli fallici, ad una posa che suscita emozione. Poi nella pittura le linee e i cromatismi riflettono la realtà del suo animo, un’ entità vissuta, in cui non è necessario vedere l’immagine, ma piuttosto cogliere quelle sensazioni che vanno oltre, che sono espressione di un’intima forza che si accorda all’armonia interiore.


Gianni Libralesso: Opere

LIBRALESSO GIANNI – Scultore e pittore figurativo. I busti realizzati in terracotta dai colori patinati, rendono suggestiva la caratteristica dei soggetti. Le espressioni classiche sono determinanti nell’eleganza, come le pose che si consegnano a strutture che sono espressione di una realtà di uno spirito di vita, di sensazioni ed emozioni proprie, come la coppia dei suonatori, dove lo strumento musicale si accompagna ad una postura quasi trasognata dei soggetti.
E’ difficile non considerare il binomio pittura e scultura che appartiene all’artista, caratterizzato da un’inconfondibile ricerca estetica, nell’architettura degli ambienti, nella fusione cromatica che porta a rievocare i valori del tempo, accompagnati da un riflesso lineare di indiscutibile equilibrio.

 
Luciano Longo: "Il persorso delle Anguane blu"

LONGO LUCIANO – Dall’elemento pittorico a quello scultoreo, l’artista cerca l’emozione, soprattutto la trasmette in varie forme.
Da un lato l’elemento femminile è simbolo di eleganza e raffinatezza, dall’altro è anche espressione di forza, di sensazioni, di ricerca e motivazione per interpretare elementi della natura, della mitologia, come nell’esposizione delle “Anguane verdi, forse anche turchesi” che segnano il percorso di questa sua mostra e della creatività come ricerca singolare di un’espressione dell’essere.
Nelle sue opere fonde materiali diversi ed elementi che impreziosiscono, quasi fosse uno stilista che cerca di realizzare un modello singolare ed affascinante, carico di luminosità e di aspettative, come raccontasse una favola in cui la conclusione lascia un’attesa per un prossimo proseguo.

TESSARO PAOLO – Sono soprattutto i bronzi che sono stati esposti in questa mostra, dove dalle opere che hanno per soggetti cavalli e tori, alle figure umane fortemente caratterizzate dalla grandezza delle mani, viene seguito un tema personale che lega l’uomo alla terra e al cielo e le forze che si misurano con la singolarità dell’uomo.
Il toro in particolare assume posizione di lotta o di attacco e nella mitologia segna la straordinarietà e la predestinazione di chi è eletto.
Nelle figure umane le braccia assomigliano ai rami la cui posizione sta a stabilire quella spiritualità che appartiene al pensiero, contrapposto alla terra che rappresenta la concretezza,  in una ricerca dell’essenza propria dell’uomo che ha bisogno di sicurezza ma anche di elevarsi. L’opera Ten-Chi: cielo e terra è una testimonianza di questo.


Gianni Libralesso-Giampietro Vanin-Paolo Tessaro

VANIN GIANPIETRO – Con i suoi bassorilievi crea delle scene di vita, di ricordi, anche con uno spirito di religiosità che appartiene alle tradizioni. I paesaggi o le inquadrature di angoli architettonici, diventano testimonianza di un gusto e di un amore per il territorio.
Attento nei dettagli, lavora il fondo cercando si ideare una profondità che dà movimento ai soggetti.
La più intensa colorazione delle ultime opere determina un senso di vivacità nella scena, mette in evidenza i particolari, la concretezza dello specifico scultoreo, le inquietudini, le sensazioni e soprattutto un’efficacia narrativa piegata alle esigenze ritmiche e spaziali, dove le forme e l’indice figurativo sono ben determinate e meditate.


Gastone Romani: "Le cantiche dantesche"

ROMANI GASTONE – Una sintesi di bronzi rappresentano la trilogia Dantesca: L’inferno con la maschera del male e dell’indifferenza, il Purgatorio rappresentato dall’ignavia e dall’indolenza verso gli altri e la montagna del Paradiso che si conquista raggiungendo il cerchio dei cieli, dove Gastone  ha evidenziato con una fenditura un percorso di vita che richiede impegno e forza per raggiungere, attraverso le strettezze, alla gioia celeste.
Sono opere in cui la personalità dell’artista si accompagna al suo vissuto, all’armonia delle idee, che trovano corrispondenza nelle scelte, nelle forme pulite o a volte un po’ scabrose come nelle sculture lignee, che sottolineano una sensibilità interiore; svettanti verso l’alto mosse dall’aria come una forza amica che va verso l’infinto.

Lidia Mazzetto